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Guida all'uso dell'oscilloscopio PicoScope 6 179
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Distorsione di intermodulazione (IMD). Una misura della distorsione causata dalla
miscelazione non lineare di due toni. Quando in un dispositivo vengono inseriti più
segnali, si può verificare la modulazione o la miscelazione non lineare di tali due
segnali. Per i segnali di ingresso con frequenze f1 e f2, i due segnali di distorsione di
secondo ordine si trovano alle frequenze: f3 = (f1 + f2) e f4 = (f1 - f2).
L'IMD è espressa come rapporto in dB tra la somma RMS dei termini di distorsione e la
somma RMS dei due toni di ingresso. L'IMD si può misurare per i termini di distorsione
di qualsiasi ordine, ma i termini di secondo ordine sono i più utilizzati. Nel caso di
secondo ordine, la distorsione di intermodulazione è data da:
dove
F3 e F4 sono le ampiezze dei due termini di distorsione di secondo ordine (alle
frequenze f3 e f4 definite sopra)
e
F1 e F2 sono le ampiezze dei toni di ingresso (alle frequenze f1 e f2, come indicato
dai righelli di frequenza nella finestra spettro).
Come riferimento, i termini di terzo ordine sono alle frequenze (2F1 + F2), (2F1 - F2),
(F1 + 2F2) e (F1 - 2F2).
Nota: si consigliano finestre Hanning o Blackman a causa del basso rumore. Si
consiglia una dimensione FFT pari a 4096 o maggiore per fornire risoluzione di spettro
adeguata per le misurazioni IMD.
Errori maschera. Vedere Verifica dei limiti con maschere.